In passato l'entroterra del comprensorio Intemelio è sempre stato ritenuto povero di testimonianze archeologiche, una opinione molto diffusa oggi da sfatare alla luce delle numerose scoperte che in tempi recenti hanno contribuito a riempire le pagine di un nuovo affascinante capitolo della preistoria e protostoria dell'estremo Ponente Ligure.
Testimonianze archeologiche di una civiltà che si è evoluta tra il tardo Neolitico e l'età del Bronzo IV -II millennio a.C. ricca di particolarismi che vanno sempre più delineando i caratteri di una cultura materiale-religiosa prettamente locale.
Ne è la prova la recente scoperta, come al solito casuale durante una escursione , di un altare legato al culto delle acque caratterizzato da incisioni calendariali tra i boschi a ridosso del monte Bignone sul territorio di Apricale.
| Altare legato al culto delle Acque con incisioni scaliformi |
Una ulteriore scoperta che contribuirà ad aprire nuovi orizzonti su una civiltà rimasta nascosta millenni nel nostro entroterra.
L'altare , si presenta sotto forma di un enorme blocco di arenaria quarzifera squadrato a pianta rettangolare imprigionato da due alberi che misura cm. 181 di altezza per cm. 148 alla base. Sulla sommità e presente una vaschetta a forma ovale, una vulva da non confondere come una rappresentazione oscena che misura cm. 32X43 utile per raccogliere la pioggia caduta dal cielo. Il seme che feconda la terra al quale i nostri lontani progenitori , nei confronti all'acqua sorgiva ,dei fiumi e dei laghi , attribuivano una maggiore valenza magico simbolica e con maggiori poteri di far rinascere attraverso riti lustrali e di assorbimento una nuova forza vitale nei corpi malati.
Gli elementi che contraddistinguono l'altare da assimilare al culto delle acque all'interno dal più vasto panorama del Megalitismo Europeo, sono in piena evidenza sulla parte frontale del monolite dove sono presenti 7 incisioni scaliformi della lunghezza di 20-30 centimetri ottenute attraverso lo sfregamento di una punta litica. .
Un primo passo da parte dei nostri lontani progenitori che esprime la volontà di trasmettere un messaggio evitando la parola. Una straordinaria invenzione per dare una informazione ad altri che rivela la certezza di avere un interlocutore capace di tradurne il significato, testimonianza di una nuova stagione culturale da archiviare nella storia dell'evoluzione umana che porterà ad aprire le porte al concetto di scrittura.
Nella piena consapevolezza della difficoltà che si presenta nel voler penetrare nel pensiero di una popolazione vissuta 5.000 anni fa , ciò nonostante si può cercare di immaginare che le incisioni sul masso altare vogliano ricordare una sucessione di eventi magici dettati dall'osservazione astronomica, dai movimenti del sole e della luna. Una straordinaria sucessione di eventi magici che una popolazione che viveva immersa nella natura e aveva come tetto il firmamento, sapeva cogliere , numerare per conservarne la memoria .
La più lontana testimonianza che ci rivela la volontà da parte dell'uomo di numerare eventi , quantificare il tempo, è stata messa in luce in alcuni siti archeologici dal ritrovamento di ossa e corna di animali con la presenza di allineamenti di tacche. Le più antiche testimonianze sono rappresentate da 55 intagli rinvenuti su un osso di femore di un lupo messo in luce in una stazione archeologica nei pressi di Vestonice nella repubblica Ceca , con una datazione che si colloca nel Paleolitico Inferiore , 35.000 anni fa.
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| Figura apotropaica elaborata da un masso con due coppelle |
In ambito ligure, una testimonianza che ci rivela la volontà di quantificare e numerare eventi, è da ricercare in un bastone forato di corno di alce sulla cui superficie sono presenti decine di tacche facente parte del corredo della famosa sepoltura del Principe rinvenuta nella grotta delle Arene Candide nel finalese databile a 21.000 anni fa.
A margini dell'altare e presente un grande blocco di arenaria che presumibilmente in origine era caratterizzato dalla presenza di due sole coppelle disposte in modo frontale dove venivano inserire offerte sotto le quali, attraverso un secondo intervento avvenuto in un contesto diverso, è stato praticato un grande foro con l'intento di creare una figura apotropaica , schematizzata con due grandi occhi e una bocca enorme spalancata .
Andrea Eremita
Per approfondimenti sul culto delle Acque nel comprensorio Intemelio leggere i Post :
Quando draghi e demoni terrorizzavano la Val Nervia.
Il culto delle acque pluviali .Una vaschetta scavata nella roccia.
Relitti di paganesimo in alta Val Nervia.
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